Toy Story3: un capolavora senza la “D”
By il Farabutto on lug 29, 2010 in Cinema 48 visite
Giovedi 23 Luglio sono andato con mia figlia a vedere il nuovo film Toy Story 3, ovviamente il terzo della saga storica che ha dato inizio al successo della Pixar che ha sfornato negli utlimi anni molti capolavori: UP, Cars, Wall-e tanto per citare quelli che più mi hanno colpito. Il film è introdotto da un cortometraggio che è un piccolo capolavoro “Day e Night” una sorta di sfida tra giorno è notte senza la consapevolezza, poi acquisita, che il giorno diventa notte e la notte giorno.
L’inizio dio ToyStory3 è gia un film nel film, una sorta di cortometraggio che rende animato il gioco di Andy in un ambientazione western che vede i buoni Woody, Buzz e Jessie dare la caccia ai cattivi Mr. Potato, Mrs. Potato e il maialino in versione astronave Hamm. Poi il tutto sfuma con riprese di Andy che gioca e sotto il pezzo storico “Hai un amico in me” di Randy Newman (cantata dal mitico Cocciante).
Da questo momento fotogramma dopo fotogramma Andy cresce, si evolve fino a che arriva il giorno di andare al college e quindi la scelta su cosa fare dei suoi giocatoli preferiti… alla fine tra casualità e colpi di scena Woody, Buzz e tutta la “cricca” vengono trasportati ad un asilo (Sunnyside) apparentemente un paradiso ma col passare dei minuti assume i connotati di un “lager” diretto dal malefico “Lotso” un orsetto che dopo essere stato perso e sostituito da una bambina trova rifugio nell’asilo e si trasforma in una sorta di tiranno.
Da qui la necessita di fuggire, di pianificare “La grande fuga”.
Un crescendo di azione, di sentimenti di divertimento, ironia, sofferenza e malinconia. Un film pieno di dettagli uno su tutti l’insieme dei giochi presenti nell’asilo, la casa di Ken che ritrova il suo amore Barbie (giocattolo della sorella di Andy anche lui destinato all’asilo), la scena drammatica e il finale che non voglio svelare e che ha fatto sgorgare la lacrimuccia!
Un capolavoro paragonabile al primo e secondo titolo ma con una sceneggiatura ed azione di maggiore livello. Peccato che il 3D non serva a niene se non a creare al’interno delle scene l’effetto profondità. Leggendo un articolo sulla rivista wired italia (numero di Luglio) ho scoperto che è proprio stata una scelta della Pixar perchè secondo loro non è il film che deve entrare nel cinema ma lo spettatore che deve entrare nello schermo. Infatti non ci sono scene di oggetti che escono dallo schermo e che ti fanno spostare dalla poltrona. Quindi risparmiate i soldi, il fastido degli occhiali e andate a vedere direttamente la versione standard 2D.
Giudizio finale: un capolavoro ma senza la D del 3D!!! Un film da vedere e che considerando l’estate ha già incassato nelle prime tre settimane circa 10 milioni di euro!!! Un film non proprio adatto per bambini piccoli visto i risvolti agro dolci ed una finale che… ma la Pixar ci sta abituando a film di animazione sempre più film e meno cartoon!!!!
Viva la PIXAR!!!
Tags: 3D , Andy , Animazione , Buzz , Cinema , Pixar , Toy Story 3 , Woody
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